Fuga a Milos

Se ciò che cercate è un mix di relax, autenticità e mare mozzafiato, non potete che scegliere Milos come meta per le vostre vacanze greche.

In questo articolo vi daremo tutte le dritte per vivere questo viaggio al meglio, condividendo con voi ciò che ci ha fatto stare bene e innamorare di quest’isola!

La nostra avventura parte dalla magica Atene. Da Piraeus siamo arrivati a Milos in tre ore e mezzo, a bordo di un traghetto della Seajets.

Partiamo dalla cosa più importante. Se non volete rovinarvi la vacanza, dovete assolutamente noleggiare un mezzo, in modo da raggiungere con più facilità le spiagge e i vari luoghi di interesse; che sia uno scooter, un quad, oppure, se siete coraggiosi, una bicicletta. Il segreto è non restate a piedi!

L’utilizzo di un’autovettura ci ha consentito di visitare le spiagge più belle e apprezzare la suggestiva macchia mediterranea, che a tratti ricorda molto la Sardegna.

Noi abbiamo scelto di prendere in affitto un appartamento scovato su air Bnb e ubicato a Tripiti, piccolo villaggio di 400 abitanti a tre minuti in auto dalla capitale Plaka; circondati dai suoni della natura, ma allo stesso tempo molto vicini a tutte le comodità del paese, la location è risultata perfetta!

Pantaloni in lino Urban pep comodi per il viaggio!

Le spiagge sono tante e tutte bellissime; qua proponiamo un elenco di quelle che più ci sono piaciute.

SARAKINIKO

Chiamata spiaggia lunare, luogo magico dal colore bianco brillante si trova nella sponda più settentrionale di Milos, esattamente a 15 minuti in macchina da Tripiti.

TSIGRADO BEACH, FYRIPLAKA BEACH

Spiaggia nascosta molto piccola ideale per gli avventurieri; per raggiungerla bisogna scendere su due scalette aiutati da una corda per agevolare la discesa.

Discesa per tsigrado
Vista dall’alto per tsigrado

A pochi minuti di distanza potete trovare Fyriplaka, dotata di bar e stabilimento!

Queste sono solo alcune delle spiagge che potete trovare a Milos, oltre quelle situate nei piccoli villaggi.


MANDRAKIA, KLIMA, POLLONIA, PLAKA

Il primo villaggio su cui ci siamo imbattuti è Madrakia, a pochi minuti dal porto principale, dove circondati dalle case di un bianco accecante e immergendoci nelle acque cristalline siamo entrati da subito nel vivo della vacanza.

In attesa del check in abbiamo pranzato da Medusa tipica taverna a conduzione familiare a picco sul mare caratteristica non solo per la posizione ma anche per i piatti di pesce freschi.

Medusa

Non molto distante da Tripiti troverete Klima altro villaggio di pescatori tipico per le case colorate costruite su due piani, dove il piano terra è dedicato alle barca da pesca, mentre quello superiore è quello dove si svolge la vita familiare.

Tramoto a Klima

D’obbligo è una visita da Pliatsiko il negozio di souvenir e ceramiche realizzati a mano da Gogo e Antonis, una coppia di greci davvero simpatica e accogliente.

Pliatsiko

Pollonia piccolo villaggio di pescatori e secondo porto per grandezza di Milos, è situato nella punta nord est dell’isola, tra i nostri preparativi come di consueto siamo passati nella nostra panetteria preferita chiamata Mouratos , dove abbiamo acquistato delle delizie per il pranzo al mare.

Mouratos

Pitaraka, frittelle di formaggio tipiche di Milos, note anche come little cheese pies!

Paralia Firopotamos spiaggia di Pollonia.



Paralia Firopotamos

Dopo esserci goduti il mare cristallino, le lunghe passeggiate e il buon cibo, abbiamo riservato l’ultima sera per un aperitivo al castello, noto come Kastro di cui sono visibili solo i ruderi; collocato nella parte più alta della città, ci si arriva a piedi percorrendo le strade strette, caratteristiche di Plaka.

Tramonto dalla chiesa di Panagia Thalassitra
Vista dal Kastro, sopra la chiesa di Panagia Thalassitra
Tramonto dalla chiesa di Panagia Korfiatissa

Plaka è il tipico paesino cicladico, caratteristico per le strade strette e i vicoletti, è la sera che prende vita, ad una certa ora aprono le piccole botteghe artigianali, le taverne e i vari locali.

Cena da Diporto


Cena da Diporto 

Le taverne sono aperte e fanno servizio fino a tarda notte, tra tutte vale la pena provare Karódromos frequentata dai locals. Questa non ha vista mare ma è molto tipica.

Il proprietario nonostante fosse quasi mezzanotte ci ha accolto a braccia aperte offrendoci ciò che gli era rimasto, ovvero un’ottima frittura di pesce appena pescato; ci siamo sentiti subito a casa. Abbiamo concluso l’ultima serata nel migliore dei modi, brindando a suon di tsipuro con lui e i vicini di tavolo.

Arrivati alla conclusione di questo viaggio siamo felici di aver condiviso con voi la nostra vacanza, all’insegna dell’autenticità e del relax, sperando di esservi d’ispirazione per la prossima!

Social distancing

Beatrice


Chia, Southern Sardinia.


Vintage 70’s Dress, 100% linen


Urban pep coat, hand painted by “La fille Bertha” unique piece / 2020



Everyone leaves.

Was it a privilege to live here?

In social distancing.

Now more than ever…

Spaghetti!


Yes!

Vintage 80’s silk dress, Urban pep

Prada, Ruched Hobo Bag in Nylon.







80’s Vintage turquoise blue Silk dress/
Prada, Ruched Hobo Bag in Nylon.




Urban pep green sweatshirt, 100% viscose.



Photographer: Alessandro Perra

Hair & Make up: Viviana Murgia

Styling & Art direction: Ponyo Paka

Model: Beatrice Manzo

Be the change.

Fermatevi un momento. Guardate nei vostri armadi. Quanti capi avete? Quanti paia di pantaloni? Quante t-shirt? È sempre la solita storia, tanti capi ma non abbiamo mai nulla da indossare. Siamo la società del tutto e subito, ma a quale prezzo?

L’industria della moda ha un valore di 2,4 trilioni di dollari, ed è considerata oggi una delle più inquinanti al mondo.

I principali danni causati dall’industria tessile includono l’inquinamento delle acque, atmosferico e quello derivante dalla produzione di rifiuti solidi, per non parlare dei lavoratori costretti a ritmi di lavoro disumani con paghe al di sotto del living wage.

Con questo articolo vogliamo darvi alcuni spunti su come diventare parte del cambiamento partendo da un acquisto consapevole, indicandovi quali sono le scelte virtuose per prenderci cura dell’ambiente, perché prendersi cura dell’ambiente significa prendersi cura di noi stessi!

Insieme possiamo davvero fare la rivoluzione.

Da dove iniziare?

Diciamoci la verità, a tutti noi almeno una volta nella vita è capitato di acquistare capi e lasciarli nell’armadio. Le persone di solito amano quello che comprano ma odiano i 2/3 di quello che hanno nei loro armadi.

Frase tipo: “non ho nulla da mettermi!” (l’armadio pieno).

Lo “swap” è nato negli Stati Uniti ed è la soluzione migliore e più sostenibile se ci si vuole liberare dei capi inutilizzati. È un momento di scambio e di incontro organizzato tra amici, parenti, colleghi o sconosciuti.

L’organizzazione di uno scambio richiede tempo ed energie ma per semplificare il tutto esistono anche dei gruppi su Facebook.

NOTA: se pianifichi un evento di scambio privato, verifica le misure e l’integrità dei capi con gli altri partecipanti! Fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio. 😉


Un’altra soluzione super sostenibile è l’usato in quanto i capi non impattano sull’ambiente in maniera ulteriore essendo già stati prodotti. Ergo zero waste.

Per esempio sapevate che per produrre una semplice t-shirt di cotone occorrono 2700 litri d’acqua?
Il rovescio della medaglia è che l’acquisto di abiti di seconda mano può dare ai consumatori incoscienti, che comprano nei negozi di abiti usati per risparmiare, la possibilità di avere un maggiore potere di acquisto e per questo comprare più prodotti fast fashion.

NOTA: acquistare pezzi di seconda mano o vintage di alta qualità è sempre la scelta più giusta, se il budget lo consente.


Con il termine “slow fashion” si intendono tutte quelle attività nel mondo della moda che si contrappongono a una moda di massa consumistica, sommaria e priva di attenzione al dettaglio.

Lo slow fashion restituisce valore alle materie prime avendo un’organizzazione lenta e organica ma soprattutto si discosta profondamente da tutto ciò che è fast (scarsa qualità, alto tasso di inquinamento e velocità di produzione per cercare di stare sempre al passo con le domande sempre più in crescita dei clienti) inoltre i lavoratori di tutte le fasi di produzione lavorano in un ambiente sicuro e con paghe adeguate per vivere in maniera dignitosa.

NOTA: i capi Slow fashion sono creati con materiali sostenibili e tecniche di alta qualità, quindi i prezzi non sono alla portata di tutti.

Con questo articolo speriamo di aver suscitato in voi la curiosità e voglia di uscire dagli schemi per essere parte del cambiamento che ora più che mai è diventato necessario. Be the change!

Articolo scritto da Filippo De Nicola